IMU e fotovoltaico da autoconsumo: la Corte Tributaria lombarda annulla l’accertamento

18 Giu 2026 | News | 0 commenti

IMU e fotovoltaico per autoconsumo: Corte Giustizia Tributaria Lombardia secondo grado n. 1397/2026

corte di giustizia tributaria via richard 1 977x720 1 - Studio Legale Roberto Smedile | Milano

La sentenza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia n. 1397/2026 conferma un approdo favorevole al contribuente in tema di fiscalità del fotovoltaico aziendale: l’impianto installato sul tetto del capannone, destinato all’autoconsumo e mai autonomamente censito, non integra un’autonoma unità immobiliare e non è quindi assoggettabile a IMU come cespite separato.

Un Comune Lombardo aveva notificato all’azienda un accertamento per IMU non pagata per il 2018, poi altro accertamento sempre per IMU, dal 2019 al 2023.

L’aziedna si è difesa rilevando (e provando) in primo luogo come il proprio impianto fosse al servizio della propria attività produttiva, e quindi fuori dal perimetro IMU ai sensi della Legge 208/2015. Il Comune aveva avuto ragione in primo grado, con una Sentenza totalmente riformata nel secondo.

Il cuore della decisione risiede nel concetto seguente: gli impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici e destinati a servire l’immobile cui accedono possono essere trattati come pertinenze, senza obbligo di autonomo accatastamento. La Corte richiama infatti la circolare 27/E del 2016, secondo cui: “non sussiste l’obbligo di accatastamento come unità immobiliari autonome, in quanto possono assimilarsi agli impianti di pertinenza degli immobili”.

La memoria difensiva della società contribuente aveva esteso il perimetro del giudizio ben oltre il solo tema della pertinenzialità, introducendo una serie di questioni giuridiche (come la “Legge imbullonati” e l’irrilevanza catastale delle componenti impiantistiche strumentali al processo produttivo) che la Corte d’Appello non esamina analiticamente, ma dichiara assorbite dopo avere accolto il motivo principale. La contribuente ha visto quindi accertata la propria tesi, fondata su una lettura sostanziale dell’art. 1, comma 21, legge 208/2015: ciò che conta non è il previo censimento catastale, ma la funzione del bene nel processo produttivo (così anche Cassazione 7292/2026).

In questo contesto, l’impianto da autoconsumo veniva descritto (e provato dalla contribuente) come bene strumentale al ciclo aziendale, e non come fabbricato produttore di reddito autonomo.

La pronuncia è dunque favorevole al contribuente, decide il punto dirimente — nessuna autonoma unità immobiliare, nessuna IMU separata — e assorbe il resto.

La chiave di lettura di questa Sentenza è quindi quella che vede l’esito non solo pro-autoconsumo, ma anche potenzialmente critica verso gli automatismi accertativi dei Comuni in materia di fotovoltaico.

Il principio affermato dalla Corte lombarda è quindi netto: il fotovoltaico sul tetto del capannone, se al servizio dell’attività d’impresa e privo di autonomia reddituale, resta una pertinenza e non un immobile autonomo, non sconta l’IMU anche se non accatastato ed indipendentemente dalla potenza installata.

Avv. Roberto Smedile

Studio Legale Milano - Avv. Roberto Smedile
Avv. Roberto Smedile

Nato a Milano il 15 febbraio 1968. Laurea in Giurisprudenza presso Università Statale di Milano. Abilitazione alla professione di Avvocato – Corte d’Appello di Milano (1998). Ha svolto attività legale di consulenza per diversi anni in favore di società operanti nel settore petrolifero, chimico ed elettrico ed ha ricoperto il ruolo di “Italian Representative” della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (Dubai), presenti in Italia, con l’obiettivo di supportare le imprese italiane che volessero intraprendere una attività commerciale (produzione e/o vendita) negli Emirati Arabi Uniti.

Circa l’autore

Avv. Roberto Smedile

Nato a Milano il 15 febbraio 1968. Laurea in Giurisprudenza presso Università Statale di Milano. Abilitazione alla professione di Avvocato – Corte d’Appello di Milano (1998). Ha svolto attività legale di consulenza per diversi anni in favore di società operanti nel settore petrolifero, chimico ed elettrico ed ha ricoperto il ruolo di “Italian Representative” della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (Dubai), presenti in Italia, con l’obiettivo di supportare le imprese italiane che volessero intraprendere una attività commerciale (produzione e/o vendita) negli Emirati Arabi Uniti.

Categorie

Archivi

    0 commenti

    Invia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *