Tribunale di Milano Sentenza n. 2760/2024 pubbl. il 12/03/2024

Il Tribunale di Milano ha affrontato una questione con pochissimi precedenti (se non nessuno) in tema di polizza vita posta a garanzia di un mutuo.
L’assicurato stipulava la polizza vita a copertura di un mutuo: dopo circa dieci anni decedeva per un tumore. Gli eredi chiedevano alla Compagnia di estinguere il mutuo, ma la Compagnia negava l’indennizzo, contestando che l’assicurato, all’atto della stipula, avrebbe taciuto di essere cardiopatico e di avere avuto un infarto, in epoca antecedente, circostanze che, se conosciute, avrebbero indotto la Compagnia a non stipulare il contratto. Tali circostanze sarebbero emerse da una dichiarazione resa dal medico curante alla Compagnia, dopo il decesso dell’assicurato.
Tuttavia, la Compagnia non era in possesso di un Questionario Anamnestico firmato dall’assicurato, dal quale desumere l’asserita reticenza. Quest’ultima veniva desunta dalla Compagnia dal fatto che nelle clausole di polizza, l’assicurato aveva dichiarato di “essere in buono stato di salute” e di avere risposto negativamente a tutte le domande del Questionario Anamnestico (che non risultava in possesso della Compagnia). Le prove documentali mediche e testimoniali assunte, inoltre, negavano che il de cuius avesse mai avuto un infarto in tutta la sua vita.
Il Tribunale di Milano, con la decisione in commento, ha considerato determinante la mancanza del Questionario Anamnestico, datato e firmato dall’assicurato, per cui ha accolto le domande degli eredi, condannando la Compagnia a pagare ai medesimi l’importo di mutuo residuo. La mancanza del Questionario Anamnestico, infatti, avrebbe dovuto indurre la Compagnia a non assicurare il richiedente; il fatto che la Compagnia abbia stipulato la copertura in mancanza del Questionario Anamnestico indica una sostanziale indifferenza per la Compagnia circa lo stato di salute dell’assicurato all’atto della stipula.
Avv. Roberto Smedile



0 commenti