Cassazione, la rivalutazione della retribuzione e quella dei contributi ai fini di calcolo della pensione

28 Dic 2023 | News | 0 commenti

La rivalutazione della retribuzione va considerata nel calcolo della pensione indipendentemente da quella dei contributi

Cassazione, Sezione Lavoro n.36202 pubblicata il 28 dicembre 2023

Dopo avere avuto accesso alla pensione, un lavoratore stato iscritto alla Gestione Dipendenti dell’INPS prima, e alla Cassa di Previdenza ed Assistenza dei Dottori Commercialisti poi, presentava, nel 2009, domanda di pensione alla Cassa di Previdenza ed Assistenza dei Dottori Commercialisti.

Dopo essere andato in pensione, il lavoratore si è reso conto della mancata rivalutazione delle retribuzioni ai fini della determinazione della quota a carico dell’INPS, e, dopo due gradi di giudizio di merito vinti, l’INPS ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo (come nei giudizi di merito precedenti) che la rivalutazione delle retribuzioni e quella delle contribuzioni avrebbe finito con l’attribuire al lavoratore un doppio vantaggio non previsto dalla norma.

La Suprema Corte, con il provvedimento sopra indicato, ha dato ragione al lavoratore (per la terza volta) sulla scorta del seguente principio: la pretesa dell’INPS di escludere la rivalutazione per le retribuzioni da considerare nel calcolo, posto che sono già rivalutati i contributi una volta calcolati, si scontra con l’insuperabilità della lettera della norma  dell’art. 4 del d.lgs. n. 42 del 2006, che testualmente prevede che “le retribuzioni su cui è calcolato il montante sono rivalutate fino alla data della domanda di totalizzazione”: la norma invero espressamente fa riferimento proprio alla rivalutazione delle retribuzioni, che quindi opera anche a prescindere dalla rivalutazione dei contributi.

Avv. Roberto Smedile

Avv. Roberto Smedile

ad516503a11cd5ca435acc9bb6523536?s=150&d=mm&r=gforcedefault=1 - Studio Legale Roberto Smedile | Milano

Nato a Milano il 15 febbraio 1968. Laurea in Giurisprudenza presso Università Statale di Milano. Abilitazione alla professione di Avvocato – Corte d’Appello di Milano (1998). Ha svolto attività legale di consulenza per diversi anni in favore di società operanti nel settore petrolifero, chimico ed elettrico ed ha ricoperto il ruolo di “Italian Representative” della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (Dubai), presenti in Italia, con l’obiettivo di supportare le imprese italiane che volessero intraprendere una attività commerciale (produzione e/o vendita) negli Emirati Arabi Uniti.

Circa l’autore

Avv. Roberto Smedile

Nato a Milano il 15 febbraio 1968. Laurea in Giurisprudenza presso Università Statale di Milano. Abilitazione alla professione di Avvocato – Corte d’Appello di Milano (1998). Ha svolto attività legale di consulenza per diversi anni in favore di società operanti nel settore petrolifero, chimico ed elettrico ed ha ricoperto il ruolo di “Italian Representative” della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (Dubai), presenti in Italia, con l’obiettivo di supportare le imprese italiane che volessero intraprendere una attività commerciale (produzione e/o vendita) negli Emirati Arabi Uniti.

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